• Bp17
Venerdì, 16 Dicembre 2016 23:27

No al “diritto all’auto”. Sì al diritto di muoversi. In sicurezza.

Alla triste argomentazione del consigliere Stefano Lorusso sul diritto all’uso dell’auto, l’Associazione Bike Pride Fiab Torino contrappone il diritto alla mobilità sicura e sostenibile.

Apprendiamo dall’articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa il 14 dicembre 2016 che il consigliere comunale Stefano Lorusso (PD) avrebbe dichiarato che “Quello di usare la propria automobile privata è un diritto del cittadino” e che “Non possiamo pensare che tutti i residenti possano andare in bicicletta, rinunciando alla macchina. Chi porta a scuola due figli come potrebbe fare?”.

Il “diritto all’uso dell’auto privata” non è un diritto - commenta Maria Cristina Caimotto, presidente di Bike Pride Fiab Torino. Ma lo è il diritto di ogni cittadino alla salute e a muoversi usando il mezzo che ritiene più idoneo, nel pieno rispetto della legge vigente e della sicurezza degli altri. E soprattutto nel principio generale che la libertà individuale trova il suo limite nella libertà altrui e nel più generale interesse della collettività”.

In un periodo come quello attuale con un alto livello di inquinanti nell’aria della nostra città, in cui sono necessari (e non sufficienti) blocchi di alcune categorie di veicoli e con dati che mostrano un aumento degli incidenti causati proprio dai veicoli pesanti, a danni di pedoni e ciclisti, la dichiarazione del consigliere comunale pare alla nostra associazione fuori luogo, detta solo per cavalcare, con una pericolosa demagogia, l’attenzione mediatica nei confronti dello scontento di pochi e giustificare - indirettamente - comportamenti incivili e fuori dalla legalità.

Quanto poi all’osservazione di Lorusso secondo la quale chi ha due figli non può in alcun modo rinunciare all’auto, alleghiamo un’immagine che mostra una delle possibili risposte, note a chiunque abbia varcato i confini nazionali e visitato quelle città europee che già hanno trovato soluzioni sostenibili ai problemi di mobilità e di salute che ci affliggono.

Ancora una volta quindi i paesi del Nord Europa - Olanda, Danimarca, Germania per citarne solo alcuni - ci sono da buon esempio. Chi ha più figli possiede sia auto che bici e sceglie il mezzo più adatto in base all’esigenza del momento, magari combinandolo con il trasporto pubblico. E spesso, guarda caso, non è l’auto il mezzo usato per “portare i bambini a scuola” o “fare la spesa”, ma la bici, le cargo bike o le bici con trasportini: lo fanno grazie a infrastrutture che lo permettono, portando benefici a tutta la collettività.

Nella foto, la principessa di Danimarca mostra come si possono portare due figli a scuola, in modo sostenibile e sicuramente più divertente per i bambini (e non solo).

Associazione Bike Pride | Cod. Fisc. 10935370014

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