• Bp17
Sabato, 20 Giugno 2015 12:10

L'inadeguatezza delle ciclabili

Già nel 2011 le Associazioni che promuovono la bici (tra queste Muovi Equilibri autrice dell'immagine allegata e tra le fondatrici dell'associazione Bike Pride Fiab Torino) denunciarono lo stato di inadeguatezza nonché di pericolosità delle piste ciclabili

Già nel 2011 le Associazioni che promuovono la bici (tra queste Muovi Equilibri autrice dell'immagine allegata e tra le fondatrici dell'associazione Bike Pride Fiab Torino) denunciarono con un’analisi approfondita e con un sondaggio su vasta scala lo stato di inadeguatezza nonché di pericolosità delle piste ciclabili e in particolare di quella di Corso Francia, in questi giorni al centro delle attenzioni, così come di altre già note all'amministrazione.

 

Ma è la generale mancanza di sicurezza sulle nostre strade con la mancanza di rispetto delle regole della strada a mettere a repentaglio la vita di tutti gli utenti della strada, in particolare degli utenti più vulnerabili, quali i pedoni e i ciclisti e non in ultimo i motociclisti.

 

L'assenza di infrastrutture adeguate, oltre a limitare l'accesso alla mobilità ciclistica da parte di nuovi potenziali ciclisti, crea disagio e pericolo per tutti gli utenti della strada soprattutto se contestuale ad altre situazioni che si verificano quotidianamente sulle nostre strade: il parcheggio in doppia fila, la velocità sostenuta nei controviali, la presenza di dissuasori e di pali per delimitare solo parzialmente i diversi usi della carreggiata.

 

Il documento del Biciplan, che l'associazione Bike Pride Fiab Torino ha sostenuto e che ha al suo interno un capitolo specificatamente tecnico su come progettare le vie ciclabili in città, non è, ad oggi, seguito come nella prassi con cui si progettano le nuove piste ciclabili e con cui si va a intervenire sulle situazioni urbanistiche esistenti; senza dimenticare che, talvolta, - in situazioni come quella di Lungodora Firenze - l'intervento progettato secondo il Piano, è stato poi successivamente "revocato".


Non è possibile parlare di ciclabilità e mobilità nuova senza dare dei segnali veri e concreti che migliorino la conformazione delle infrastrutture urbane esistenti, congiuntamente al far rispettare le regole di condotta e il Codice della Strada, per la sicurezza di tutti gli utenti della strada, e in particolare degli utenti più deboli.

 

Vai ai progetti tecnici proposti negli anni da Bike Pride e dalle associazioni di promozione della mobilità nuova

Associazione Bike Pride | Cod. Fisc. 10935370014

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